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Genova sarà la destinazione finale della Concordia

Stamattina mi sono fatto una piccola cultura sulla situazione di Costa Concordia. La nave da crociera che dal gennaio 2012 non ha più lasciato l'Isola del Giglio comincia a vedere la sua fine. Sembra che sarà Genova il porto che accoglierà il relitto per il suo completo smaltimento, ma non è ancora ufficiale: il contratto che il gruppo Carnival, al fianco dei suoi assicuratori, sta stipulando con i gruppi cantieristici della Lanterna interessati (San Giorgio, Cantieri Mariotti e Saipem) in collaborazione con l’Autorità portuale di Genova dovrà transitare in conferenza dei servizi (un'istituto legislativo che si occupa di semplificare l'acquisizione di autorizzazioni ed atti da parte della pubblica amministrazione) il 16 giugno prossimo. Da quel momento i circa 500 uomini che lavorano ininterrottamente alla messa in sicurezza del relitto sapranno come andare avanti. Ad oggi si è conclusa l'installazione del sesto di quindici cassoni che dovranno permettere il rigalleggiamento del relitto prima del suo trasferimento. Dunque con questi 15 sponson già installati sul lato di dritta, liberato dalle acque con la fase di parbuckling conclusa a settembre, e altri 15 sul lato di sinistra, a luglio si potrà procedere con la fase finale di rigalleggiamento che tendenzialmente il 20 luglio porterà la nave a pescare da 30 metri (profondità a cui è stato posto un fondale artificiale) fino a 18 metri. In questa situazione dei rimorchiatori saranno in grado, alla velocità di 3 mph, di trasferire in 5 giorni (salvo avversità meteo) il relitto fino al porto di Voltri, che è l'unica parte dello scalo genovese che permetta un pescaggio tale. La fase di trasferimento sarà costantemente monitorata dalle autorità ambientali, oltre che dalla "Goletta Verde" di Legambiente, perchè non vengano disperse in mare quelle 160 tonnellate di liquidi inquinanti ancora presenti sulla nave, impossibili da rimuovere fuori da un bacino di carenaggio.
A Voltri verranno liberati tutti i ponti, riducendo il peso della nave e permettendo alla nave di emergere ancora di tre metri. A questo punto il trasferimento presso l'avamporto di Levante darà inizio al vero e proprio smantellamento: qui la Concordia sarà espropriata di alcuni ponti superiori per alleggerirsi ancora una volta fino a pescare solo 10 metri. In quello stato il relitto potrà essere trasferito presso i bacini poco più a nord, e una volta all'asciutto gli oltre 100 uomini (più indotto) previsti per lo smantellamento della Costa Concordia concluderanno il lavoro.
Nulla è ancora certo, abbiamo detto: ci ricordiamo di Piombino? Ecco, l'Autorità Portuale dello scalo toscano si è adoperata negli ultimi mesi per fornire al più presto uno spazio all'interno della darsena capace di accogliere navi della stazza della Costa Concordia. Il commissario ha dichiarato che entro settembre la struttura sarebbe stata pronta ma sembra che alle parti interessate non importi. Ciò che importa al governo è che le assicurazioni si siano spinte a spendere molto più del previsto pur di soddisfare l'interesse della nostra nazione di procedere con lo smaltimento in Italia. L'operazione descritta sopra costerà, se attuata, circa 100 milioni di euro. Alcune spiagge tuche avrebbero chiesto solo 40 milioni (secondo fonti autorevoli per TheMediTelegraph addirittura 20). Sono costi che non toccheranno lo stato e che la compagnia si deve essere sentita costretta a dover sostenere dopo il danno ambientale che l'isola italiana ha subito.
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